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"Dico tutto": la biografia di Cassano. Feste, donne e "cassanate"

Non smette mai di stupire il fenomeno di Bari Vecchia: fuori dal campo, le sue confessioni faranno scalpore. Retroscena e curiosità, come le 700 donne "punite"
di Vito Graffeo 13 novembre 2008

Ad appena 26 anni d'età e con 8 anni di attività calcistica alle spalle, il George Best delle Puglie, al secolo Antonio Cassano, sale alla ribalta non per un numero o un gol importante bensì per un libro destinato a far discutere.

Nel contributo autobiografico dal titolo "Dico tutto (e se fa caldo gioco all'ombra)", edito da Rizzoli col contributo di Pierluigi Pardo), il blucerchiato viene narrato dalla sua infanzia fino al boom nel calcio professionistico in un tourbillon di racconti di strada, esperienze forti, successi e qualche problema di troppo.

L'inizio soft delle peripezie (che in avanti diverranno "cassanate") si ha con una licenza di scuola media presa a 17 anni con le scuole serali (dopo 6 bocciature complessive nella scuola dell'obbligo) ed una patente comprata dopo che fu fermato senza sulla circonvallazione di Bari alla guida di un auto in piena notte, ancora minorenne. Un'adolescenza difficile quella di Antonio che senza mezzi termini parla di pericolosi espedienti per sopravvivere nella zona antica del capoluogo pugliese ("sarei diventato un delinquente come molti di quelli che conoscevo"). La data spartiacque per svoltare nettamente arriva in quel memorabile gol di Bar-Inter, 18 dicembre 1999: a poco più di 17 anni, il prodotto del vivaio barese risolve con un gran gol la gara contro i nerazzurri beffando come se niente fosse un certo Blanc campione del Mondo con la Francia appena 18 mesi prima.

Il passaggio alla Roma segna il suo futuro in modo inequivocabile: il rapporto con Totti ("Prima amici, poi nemmeno ci parlavamo più"), con i tecnici (da Capello a Gentile nell'under 21) e le 700 donne che ha dovuto soddisfare nei suoi anni di permanenza in giallorosso. Cassano si apre come non mai e si vanta del suo operato fuori dal terreno di gioco: "Quando ero a Mdrid, una di queste prendeva sempre una stanza nell'albergo dove alloggiavamo e quindi c'era modo di passare intere notti insieme". Non finisce qui: "A Trigoria le facevo entrare da un cancello secondario, avevo le chiavi e andavamo negli spogliatoi delle giovanili a farci i fatti nostri". La sua irrequietudine è anche ben raccontata da partenze improvvise verso Napoli o Milano per aggregarsi a qualche festa. Una volta però la fa grossa: si schianta a 180 km/h, distrugge la macchina e per evitare problemi "insanguina" il cugino come se fosse stato lui il colpevole dell'incidente.

Le poche parole buone spese in queste calde pagine sono per Eugenio Fascetti, colui il quale lo ha lanciato, credendo in lui sin dal primo momento e coprendolo di attenzioni come il miglior padre poteva fare. Si spara a zero invece su tutti gli altri: Gentile, Capello ("nello spogliatoio del Real gli ho dato del falso", imitandolo anche a bordo campo con i compagni prima di una partita) senza risparmiare Del Neri e Spalletti.

Il pezzo forte del libro rimane sicuramente l'insieme di scappatelle con note soubrette, anche se non rivela i nomi: "Sesso fino alle 6 di mattina anche prima di Roma-Juve o del derby con la Lazio quando entrai a pareggiai alla fine" oppure "feste infinite, si facevano le 9 e poi andavo agli allenamenti". Notti brave, non c'è dubbio e il compagno di giochi in quel periodo era Francesco Totti, prima del suo fidanzamento con Ilary Blasi. Già, quel Totti con il quale vivrà tra alti e bassi con rivalità, sgarbi e un allontanamento progressivo. Le cose iniziano a peggiorare fondamentalmente per una spartizione impari del compenso dopo una presenza a "C'è Posta per te": l'80% andà al "Pupone", mandando su tutte le furie il barese che da quell'episodio iniziò a notare una certa ostilità di Totti nei suoi confronti, una serie di eventi che incrinarono seriamente il legame di amicizia che si era creato.

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Commenti dal 1 al 2
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Cisco venerdì, 21 novembre 2008

Cassano è un fuoriclasse, ma fuori dal campo riman

Cassano è un fuoriclasse, ma fuori dal campo rimane solo un calciatore...

n° 2
popkiller martedì, 3 novembre 2009

R: Cassano è un fuoriclasse, ma fuori dal campo riman

c'ha ragione malgioglio............quella di piero e solo cattiveria

MALGIOGLIO martedì, 3 novembre 2009

R: Cassano è un fuoriclasse, ma fuori dal campo riman

ma fammi il favore piero

lucyintheskywd lunedì, 17 novembre 2008

Sembra che, negli ultimi giorni, l’unica associazi

Sembra che, negli ultimi giorni, l’unica associazione che si riesce a fare tra donne e calcio è chiedersi quante amanti abbia avuto Cassano, quando, invece, si potrebbe prestare maggiore attenzione al calcio giocato dalle donne, una realtà in espansione, sia sotto l’aspetto tecnico, sia per il crescente consenso che riscuote tra il pubblico. Lo sa bene chi ha avuto modo di seguire la scorsa stagione ed ha assistito alla fenomenale ascesa della Roma e alle sue due promozioni consecutive…

n° 1
marcuzzino martedì, 3 novembre 2009

R: Sembra che, negli ultimi giorni, l’unica associazi

la tua e solo sporca gelosia stronzetto