Carl Lewis compie 50 anni ora il figlio del vento punta su Obama Ispira i giovani
Madrid, 30 giu. (Adnkronos/Dpa) - ''E' un nuovo inizio''. Carl Lewis compie 50 anni. Il 'figlio del vento', stella assoluta dell'atletica leggera negli anni '80', domani taglia il significativo traguardo. ''Per me comincia un'altra fase'', dice l'ex fenomeno statunitense in un'intervista all'agenzia Dpa. ''Vedo la necessità di ispirare le nuove generazioni'' dice.In pista e in pedana Lewis era un modello per tutti: ha vinto 9 ori olimpici e 10 medaglie in totale ai Giochi. A Los Angeles, nel 1984, fu in grado di ripetere l'impresa compiuta da Jesse Owens a Berlino nel 1936: primo nei 100, nei 200, nella 4x100 e nel salto in lungo. In bacheca esibisce anche 8 titoli mondiali: ''Owens mi ha spinto a credere in quello che faccio, come atleta e come persona''.Ora ha trovato almeno un altro punto di riferimento. ''Mi sento ispirato dal presidente Barack Obama e dalla sua famiglia. L'avvento di Obama è un messaggio importante per i giovani afroamericani, per i giovani ispanici. Molti ragazzi cresceranno vedendo quest'uomo in una posizione di tale importanza: vuol dire che chiunque può diventare presidente'', dice Lewis.L'ex atleta ha pensato alla politica ma la sua candidatura al Senato del New Jersey è naufragata per la mancanza di requisiti. La nuova carriera da 'onorevole' per ora non decolla ma il progetto non è stato del tutto accantonato. Tra gli obiettivi a lungo termine, ad ogni modo, non c'è la Casa Bianca.''Non è la direzione che voglio prendere: garantisco che non cercherò di diventare presidente in vita mia'' afferma. La sfida, anche quella elettorale, non lo spaventerebbe. ''Continuo ad essere molto competitivo'' ammette. ''Mi piace la gente, mi piace creare rapporti'', aggiunge. E gli piace la luce dei riflettori: non è un caso se il periodo che ricorda con più piacere è quello delle Olimpiadi del 1984''Ero al top, gli occhi del mondo erano puntati su di me. Vincevo, i miei genitori erano sugli spalti. Ogni giorno andavo a casa e la mia famiglia era lì: erano tutti orgogliosi di me''. A chi lo ha giudicato una persona superficiale, risponde: ''Avrei potuto fare tante cose in maniera diversa, ma questo vale per tutti. Ora sono una persona matura, guardo la vita in maniera differente e prendo le decisioni più giuste''.Il tempo ha influito anche sui rapporti con i 'nemici'. Mike Powell, nei Mondiali di Tokyo del 1991, soffiò l'oro a Lewis realizzando il nuovo record nel lungo: ''E' un buon amico e un atleta strepitoso'' dice il 'figlio del vento'. Non può che essere diverso il giudizio su Ben Johnson. Il canadese ridicolizzò Lewis nei 100 metri ai Mondiali di Roma '87 e ai Giochi di Seul '88: dopo la gara in Corea, però, risultò positivo all'antidoping: ''Spero che trovi la pace con se stesso''.Adesso, l'atletica per Lewis è uno spettacolo da guardare ogni tanto e senza particolare attenzione. ''E' in declino, mi piacerebbe che stesse meglio'' dice. ''Ai miei tempi, gente come me o Edwin Moses si preoccupava di far crescere l'atletica. Oggi si pensa solo all'interesse personale. Tutto gira intorno all''io'. Gli atleti dovrebbero pensare al 'noi'''.A 50 anni, come si comporterebbe in pista? ''Il mio fisico è In condizioni fenomenali, anche se ovviamente non sono più l'atleta di un tempo. Che tempo farei nei 100? Non ne ho idea. E, francamente, non mi interessa''.

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