Tour de Ski: Intervista a Jürg Capol
Sportlive.it ed Eurosport hanno incontrato nel rinnovato stadio del fondo del Lago di Tesero, sede dei campionati mondiali del 2013, Jürg Capol, ex fondista svizzero ed inventore del Tour de Ski, andato in archivio quest'anno con le vittorie di Dario Cologna e Justyna Kowalczyk. Capol, dopo sei anni nella squadra svizzera ed un quarto posto alle olimpiadi di Calgary nella staffetta, ricopre dal 2007 il ruolo di direttore di gara nella coppa del mondo di sci di fondo.
-Nel corso degli anni il Tour de Ski, nonostante un successo mediatico ed organizzativo crescente, ha visto una notevole diminuzione delle nazioni coinvolte e delle sedi di gara, questo sta a significare che nel Tour entrano a far parte solo le località che garantiscono un organizzazione qualitativa superiore o che alcuni organizzatori preferiscono rimanere fuori dalla kermesse?
- E' vero, siamo passati dal coinvolgimento di tre nazioni a due, inizialmente eravamo andati anche in Repubblica Ceca per poi trasferirsi in Germania ed in Italia, con questa formula però gli spostamenti tra una location e l'altra richiedevano un impegno troppo elevato sia per gli organizzatori che sopratutto per squadre ed atleti che per raggiungere le varie tappe erano costretti a sobbarcarsi quotidianamente ore ed ore di macchina per poi dover gareggiare senza aver recuperato tra una prova e l'altra. Nelle ultime edizioni abbiamo quindi scelto le sedi di gara che garantivano maggiore qualità ma anche facilità negli spostamenti, posso però anticiparvi che nella prossima edizione torneremo con la formula delle tre nazioni coinvolte con l'ingresso della Svizzera.
- Poichè nel 2013 la Val di Fiemme ospiterà i campionati mondiali di sci nordico sono confermate le ultime due tappe italiane con la scalata al Cermis?
- Certo, qui le strutture sono di primissimo livello ed attualmente il Tour de Ski non puo rinunciarne, per esempio nella prima edizione moltissimi erano scettici, atleti compresi, sulla tappa finale del Cermis, si credeva che fosse troppo dura per gli atleti e che in pochi sarebbero riusciti a terminare la gara, dopo sei edizioni però l'ultima tappa è diventata la piu spettacolare ed attesa con migliaia di tifosi lungo il percorso. Abbiamo intenzione di mantenere la Final Climb per almeno i primi 10 anni della manifestazione, dopo valuteremo se cambiare e cercare rinnovamento.
- Il Tour de Ski vede ormai ogni anno il ritiro degli atleti specialisti delle sprint al termine delle tappe a loro dedicate, c'è qualche progetto in cantiere per evitare queste defezioni?
- In realtà il Tour de Ski è stato pensato esattamente come i grandi giri ciclistici, anche nel Giro d'Italia e nel Tour de France ci sono delle tappe dedicate ai velocisti, che prima della montagne si ritirano, ma poi la classifica generale se la spartiscono i fondisti puri, i ritiri degli sprinter anche qui fanno parte del gioco. Stanno nascendo al termine della stagione dei mini tour dedicati esclusivamente alle gare sprint dove gli specialisti possono esprimersi al meglio.
IL TOUR DE SKI 2012
LO SPECIALE COPPA DEL MONDO
Nella foto i commentatori di EUROSPORT Silvano Gadin e Fulvio Valbusa insieme a Marianna Longa:
Nella foto Jürg Capol:

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